Investimenti: meglio la strategia Attiva o Passiva?



Ormai sono anni che se ne discute del tipo di strategia da adottare per gli investimenti. Due sono le correnti di pensiero che hanno da sempre acceso un grande dibattito nel mondo finanziario: meglio strategie attive o passive?


Provo a dirti la mia!!!!


Le gestioni attive prevedono un approccio di investimento che cerca di sovraperformare un indice di riferimento nel tempo, mentre le gestioni passive hanno l’obiettivo di eguagliare le performance di un indice.


Sebbene ci siano vantaggi e svantaggi per entrambe le strategie, negli ultimi anni gli investitori hanno iniziato a spostare la loro liquidità da strategie attive a strategie passive attraverso gli ETF negoziati in borsa.


Ma come mai è avvenuto questo fenomeno?

Semplicemente perché, le strategie attive, data anche la situazione dei mercati negli ultimi anni e tenuto conto delle maggiori commissioni che incorporano, hanno spesso sottoperformato rispetto ai loro peer passivi. Inoltre, l'introduzione massiccio di ETF sui mercati con costi molto bassi ha agevolato molto questo passaggio.


Vediamo quali sono le differenze principali tra strategie attive e passive.


Strategie di investimento Attive:

  • Hanno lo scopo di sovraperformare un indice specifico, chiamato benchmark;

  • Sono gestite da un Team di gestori e analisti di portafoglio per cogliere le opportunità di mercato;

  • Tendono ad avere spese più elevate, che possono erodere le performance dell’investimento.


Strategie di investimento Passive:

  • Sono destinate a replicare, non a battere, le performance di un indice specifico;

  • Sono generalmente automatizzate;

  • Tendono ad avere spese molto inferiori rispetto alle gestioni attive.

Pro e contro dell'investimento attivo

Le strategie attive sono gestite da un Team di persone specializzate nella selezione di singoli titoli e nella scelta dei settori o industrie che ritengono andranno bene. L’unico obiettivo che hanno è quello di battere il benchmark nel tempo.


Quando le cose vanno bene, le gestioni attive possono offrire performance che battono il mercato, anche al netto delle commissioni. Ma questo non sempre accade. Negli ultimi cinque anni, quasi l'81% dei fondi azionari statunitensi attivi a grande capitalizzazione ha sottoperformato i propri benchmark.

Inoltre, quando le cose vanno male le perdite aumentano, sia per il ribasso del mercato sia per effetto dei maggiori costi sostenuti dalla gestione attiva.


Pro e contro dell'investimento passivo

Le strategie passive o indicizzate sono strutturate per replicare un determinato indice nella composizione dei titoli e quindi a realizzare le stesse performance dell'indice che replicano.


Ciò significa che ottengono tutto il rialzo quando un determinato indice è in aumento, ma significa anche che ottengono tutto il ribasso quando l'indice scende. Questo è uno dei momenti in cui si verifica il bias di avversione alle perdite, nel quale la paura ti può indurre a fare scelte sbagliate che possono causare perdita di molti dei tuoi soldi.

Le gestioni passive sono generalmente automatizzate per replicare l’indice e quindi hanno costi generalmente molto bassi.

Qual è il vantaggio per gli investitori?

Se non hai tempo per ricercare gestioni attive e non hai un consulente finanziario indipendente, i fondi passivi potrebbero essere la scelta migliore. Almeno non rimarrai indietro rispetto al mercato e non pagherai commissioni basse. Ma fai estrema attenzione alla tua propensione alle perdite.


Se invece vuoi seguire con più coinvolgimento e dinamismo i tuoi investimenti e miri ad ottenere un rendimento maggiore del mercato, affidati a strategie prevalentemente attive. Magari fatti supportare da un consulente finanziario indipendente, che potrebbe creare un portafoglio ideale alle tue esigenze e monitoralo con continui ribilanciamenti durante ogni anno.


Personalmente ti consiglio un approccio più specifico nella gestione attiva. Affidati a gestioni basate su strategie attive di tipo Trend Following. Sono strategie basate sull’analisi quantitativa che ti consente non solo di poter battere il mercato, ma di ridurre fortemente i costi di gestione rispetto alle tradizionali strategie attive. Le strategie attive quantitative si avvalgono di algoritmi complessi, processi altamente specializzati e completamente automatizzati. In questo caso sari immune da qualsiasi bias di finanza comportamentale.


Se vuoi approfondire le strategie Trend Following e l’analisi quantitativa scrivimi in DM o lasciami un commento.

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